L’Italia vive da anni una profonda emergenza legata all’inquinamento atmosferico, in particolare per la presenza di polveri sottili (PM10 e PM2.5) e biossido di azoto (NO2), che in molte città – specie della Pianura Padana e delle principali aree urbane – superano con regolarità i limiti stabiliti dall’Unione Europea e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Tuttavia, esistono ancora alcune aree virtuose dove è possibile respirare aria pulita e beneficiare di un ambiente realmente salubre, spesso grazie a caratteristiche orografiche, alla bassa densità abitativa e alla limitata presenza industriale.
Le aree più critiche e il valore delle eccezioni italiane
Secondo i dati del primo trimestre 2025, la situazione nelle grandi città resta allarmante. Molte metropoli hanno già superato i limiti annui sia per le concentrazioni di polveri sottili che per il biossido di azoto. In testa alle zone più problematiche rimane la Pianura Padana, con città come Torino e Milano che hanno registrato quasi quotidianamente livelli oltre soglia da inizio anno. Gran parte delle città del nord, incluse Modena, Padova, Parma, Brescia, Venezia e Terni, superano i limiti previsti nell’arco di pochi mesi, mentre le raccomandazioni sanitarie internazionali suggerirebbero un massimo di 3-4 superamenti l’anno.
Anche alcune realtà del sud soffrono per il traffico urbano e portuale, ma la situazione migliora significativamente spostandosi verso aree meno antropizzate, con minore pressione industriale e urbana.
Dove l’aria è ancora davvero pulita: Sardegna ai vertici
Spicca su tutte la città di Nuoro, in Sardegna. Secondo le analisi pubblicate dall’ISPRA Sardegna e certificate da più report ambientali, Nuoro si distingue per una media annuale di PM10 pari a soli 12 microgrammi per metro cubo, un valore di gran lunga inferiore sia ai limiti di legge nazionali che alle più stringenti linee guida internazionali. Inoltre, nel corso dell’anno, la soglia limite oraria di ozono (O3) non viene mai superata, e anche gli altri inquinanti come benzene e biossidi risultano costantemente sotto i livelli di attenzione.
I motivi di questa eccellenza sono molteplici:
- Bassa densità abitativa: pochi abitanti su vaste superfici riducono notevolmente le emissioni originate da traffico e impianti civili.
- Limitata presenza industriale: la scarsità di stabilimenti produttivi evita accumuli significativi di sostanze inquinanti nell’atmosfera.
- Condizioni geografiche favorevoli: il clima ventoso e la posizione centrale sull’isola permettono un ricambio regolare d’aria.
Altri due centri sardi, Oristano e Sassari, condividono gran parte di queste caratteristiche positive. Oristano, in particolare, offre valori eccelsi per quanto riguarda l’ozono, mentre Sassari mantiene livelli di benzene (composto tossico) estremamente contenuti.
Qualità dell’aria qui assume davvero un significato concreto e percepibile.
Le altre oasi di aria pulita: Sicilia e Toscana, dati a confronto
Analizzando le medie annuali di PM10 nelle città monitorate da Legambiente per il 2024, emergono altre aree in cui i valori rimangono sotto i 20 microgrammi per metro cubo, pressappoco la metà di quelli delle grandi città del nord.
Tra queste, spiccano alcune località siciliane:
- Agrigento: media annuale di PM10 pari a 21 µg/mc e di NO2 pari a 10 µg/mc
- Enna: PM10 a 16 µg/mc, NO2 a 4 µg/mc
- Trapani: 22 µg/mc di PM10, 14 µg/mc di NO2
Sono quindi città dove vi sono pochi superamenti dei limiti, bassi livelli di inquinanti e, soprattutto, ridotte necessità di ulteriori abbattimenti per conformarsi agli standard UE.
In Toscana si trovano altre “città respirabili”, come Livorno e Siena, le cui medie di PM10 oscillano fra 19 e 21 µg/mc, con livelli altrettanto contenuti di biossidi di azoto. Grosseto, Massa e Prato si distinguono anch’esse per dati molto favorevoli, a conferma che nelle province non industrializzate e in prossimità di aree collinari la qualità dell’aria resta elevata anche secondo i parametri più recenti.
La presenza di polveri sottili a livelli contenuti si lega, ancora una volta, a scarsa urbanizzazione, attività industriale limitata, condizioni geografiche o meteorologiche favorevoli e alto tasso di aree verdi.
Fattori strategici e possibili sviluppi futuri
La distribuzione della qualità dell’aria in Italia conferma che le località meno esposte a traffico intenso, attività industriali e urbanizzazione massiccia possono ancora offrire un ambiente salubre. La centralità della Sardegna e di alcune zone interne della Sicilia e della Toscana dipende sia da fattori naturali che politici: basse emissioni, politiche di mobilità sostenibile e tutela della vegetazione contribuiscono in modo determinante.
Gli scenari per i prossimi anni dipenderanno dalla capacità di contenere le emissioni urbane, promuovere mezzi di trasporto a basso impatto e incentivare la conversione verde sia nelle città che nelle aree rurali. Tuttavia, la necessità di difendere queste zone dalle pressioni speculative e dalla tendenza all’urbanizzazione resta prioritaria: sono proprio queste “oasi di aria pulita” a fornire un modello virtuoso e, soprattutto, un rifugio per la biodiversità e la salute dei cittadini, in contrasto con il crescente rischio sanitario osservato nelle grandi città.
Per chi desidera vivere in un luogo dove respirare aria pulita non sia un’attesa vana, località come Nuoro, Oristano e Sassari in Sardegna, alcune aree della Sicilia interna e le province meno urbanizzate della Toscana rappresentano oggi una reale risposta alle esigenze ambientali e di qualità della vita.